Santa Rosa de Cuevo\Bolivia\2016

Andrea Bocconi, psicoterapeuta e scrittore, ha tenuto a Santa Rosa de Cuevo un laboratorio di scrittura autobiografica, per lavorare sul tema dell’identità, tra un passato da recuperare e un futuro da creare . In due classi composte da giovani studenti sono stati proposti esercizi di Psicosintesi, per la conoscenza di sé e il controllo delle emozioni difficili: l’ansia a scuola è universale!

La Fondazione Verso vuole offrire educazione di eccellenza a chi è svantaggiato. Per fare questo è importante essere disposti a imparare prima di tutto dalla ricchezza della cultura in cui si opera, avere un atteggiamento umile e pronto allo scambio. Non andiamo  a impartire educazione, andiamo ad arricchire reciprocamente le culture, ibridarle, condividerle. Se torniamo senza avere imparato, era meglio stare a casa.

“Santa Rosa de Cuevo, sud della Bolivia, zona rurale, povera. Un paesino piccolo, ma c’è una scuola, dalla materna alle superiori, che raccoglie studenti da tutta la zona. Cosa ha fatto la Fondazione Verso in questa zona sperduta?

Bisogna fare un passo indietro, di quarant’anni, quando padre Ciabatti, un francescano di Chiusi della Verna, è arrivato qui, dopo le esperienze nei quartieri poveri della Versilia, con i preti operai. “ I bambini morivano come le mosche, i vaccini non esistevano”. Con l’aiuto dei medici di Firenze e Catania è stata fatta una scuola di formazione per paramedici e si sono curate migliaia di persone, molti dell’etnia giaranì.

Sono gli “indios “ massacrati da spagnoli e portoghesi, poi dai latifondisti boliviani: ricordate Mission, con Jeremy Irons nelle parti del prete e De Niro nelle parti del capitano Mendoza, cacciatore di indios pentito? Indios è l’appellativo generico e sbagliato dei conquistadores. L’errore di Colombo fa sì che tutte queste popolazioni indigene che hanno nomi, lingue, tradizioni e cosmogonie diverse, finissero sotto  questa etichetta che a noi sembra innocua, a loro dispregiativa.

Alla fine i Guaranì si vergognavano della loro identità “inferiore”, assumevano nomi spagnoli, non insegnavano più la loro lingua ai figli, per favorirne l’integrazione. Avevano perso le tradizioni, i miti di fondazione ( bellissimi), il rapporto profondo con la natura e i suoi spiriti. Oggi c’è un riscatto, grazie anche alla presidenza di Morales, un indigeno lui stesso, del popolo Aymarà.

Dopo la sanità, l’educazione, e poi il sogno visionario di un artista medico, Mimmo Roselli, che viene in Bolivia da trenta anni; creare una scuola d’arte di eccellenza, proprio qui, dove c’è così poco. Prima la musica e la tessitura, che ci sono sempre stati, oggi l’arte contemporanea più avanzata. Per tre settimane artisti internazionali hanno lavorato nel vecchio monastero sopra il paese, creando opere che resteranno lì. Coinvolgendo i bambini, gli studenti e poi anche gli anziani nel loro processo creativo, insegnando, mostrando che l’arte si può fare con tutto e dappertutto. Questa è la mission del Festival di Arte e Musica di Santa Rosa de Cuevo.

Quando i ragazzi che hanno partecipato al corso di scrittura autobiografica, hanno esposto i loro scritti al festival di arte, tra sculture, pitture, installazioni, hanno inaspettatamente decorato i fogli con una finezza straordinaria: anche la scrittura è diventata arte visuale.”

(Andrea Bocconi)