AREZZO

La Fondazione Verso ha desiderato fortemente creare una comunità di giovani in grado di crescere, progettarsi e rinnovarsi costantemente, ben innervata nel luogo di appartenenza ma con una visione aperta al mondo. L’Urban Creativity Lab di Arezzo è l’incubatore formativo ed esperienziale sostenuto dalla Fondazione.

L’ Urban Creativity Lab (UCL) è aperto a tutti ed è accessibile ogni  pomeriggio dal lunedì al venerdì. l’UCL si trova ad Arezzo presso gli spazi della Casa dell’Energia in Via Leone Leoni. Per restare aggiornati sulle nostre attività è possibile seguire le nostre pagine Facebook e Intagram.

 

Cosa volevamo fare?

Punto di partenza per la creazione dell’Urban Creativity Lab è stata la constatazione di una serie di criticità:

  • Mancanza di spazi dove i giovani possano incontrarsi, condividere, imparare a dar vita a progetti comuni con una ricaduta osservabile sulla comunità di appartenenza.
  • Enti educativi spesso arretrati nei metodi, privi di una visione dell’essere umano integrale, inclusiva e orientata alle risorse, poco collegati alle esperienze innovative portate avanti nei vari ambiti.
  • Scarsa propensione a considerare i giovani portatori di bisogni e idee realmente collegate con il loro tempo e con la loro esperienza. Raramente vengono fatte ai giovani domande fondamentali quali: cosa vorresti realizzare? Di cosa hai bisogno?
  • Esigenza di creare uno spazio di crescita personale non terapeutico e orientato all’esplorazione di sé, dove scoprire, in un contesto di gruppo, le caratteristiche del proprio mondo interiore, i bisogni profondi che ci animano, le qualità da portare nella società.
  • Assenza di luoghi deputati alla cooperazione ed al lavoro di gruppo non competitivo.

Per questo, volevamo e vogliamo offrire un progetto in cui siano sinergiche quattro funzioni:

  • Creare uno spazio aperto e accogliente dove incontrarsi, conoscersi, condurre le proprie attività (es. studio in gruppo) come in una seconda casa liberamente scelta;
  • Rendere possibile l’incontro con persone capaci di ispirare una visione;
  • Organizzare corsi, eventi, esperienze di formazione sulla base dei bisogni espressi dai ragazzi e dalle ragazze che frequentano la struttura;
  • Portare avanti un percorso di auto-conoscenza attraverso strumenti psicologici e filosofici.
  • Uno spazio accogliente è necessario per facilitare la formazione di un gruppo con un’ identità definita e per offrire un luogo espressamente dedicato alle qualità migliori di ragazzi e ragazze: la sua esistenza fisica permette di dare casa, rendendole visibili, a quelle caratteristiche di coscienza, consapevolezza, intelligenza spesso trascurate dalla scuola e dalla società: creatività, comprensione, bellezza, curiosità, apertura all’altro, intraprendenza, volontà.

L’incontro con persone e esperienze non ordinarie serve ad ampliare la gamma di scelte ritenute possibili. I giovani che oggi attraversano l’adolescenza sono cresciuti in un mondo, segnato dalla crisi economica, che insistentemente rimanda loro un unico messaggio: qualunque sforzo facciate è inutile, a meno che non siate tra i pochi dotati per natura di un talento sopra la media (X factor) in ambiti già codificati, con ricchezza e notorietà come premio. Al tempo stesso, la società presenta modelli estetici, lavorativi, performativi di una perfezione irreale e ripetitiva, generando a livello collettivo ansia e frustrazione. L’ipotetica varietà di forme di vita possibili viene ridotta nei fatti a poche opzioni caratterizzate da tappe prefissate.
Le Inspiring People venute in UCL per raccontare il proprio percorso hanno mostrato, ognuna in modo diverso, come una vita piena e bella segua percorsi singolari, impossibili da definire a priori, non necessariamente legati alla notorietà, caratterizzati da apertura, intuizione, volontà, fiducia.

Organizzare esperienze di crescita e formazione partendo dai bisogni espressi dai ragazzi e dalle ragazze serve a focalizzarli e a dare loro legittimità.
La formazione scolastica è organizzata attorno ad una serie di risposte, divise in materie separate (matematica, filosofia, storia, etc..), a domande che loro non si sono mai fatti. Invece di stimolare la curiosità si offrono formule. Questo però rende difficile imparare a chiedere cosa serve per favorire per il proprio individuale sviluppo: cosa ci appassiona, cosa ci nutre.
È una condizione necessaria per la crescita. Solo chiedendosi cosa davvero si desidera diventa possibile muoversi dal contesto in cui ci si trova (i desideri uguali per tutti) per cambiare il mondo, per renderlo migliore. UCL ha voluto porsi fin dalla fondazione come una palestra di organizzazione e progettazione sulla base di obiettivi autonomamente scelti.

Un percorso di auto-conoscenza è fondamentale per iniziare a mettere in atto una volontà personale autentica. Siamo inconsapevolmente formati dal contesto in cui nasciamo, dai vincoli familiari e dagli imperativi sociali, da come gli altri ci vedono e da come vogliamo apparire. In queste immagini personali e nei comportamenti utili a mantenerle valide poniamo il senso della nostra identità. Oltre a generare molta sofferenza, queste dinamiche abbattono l’autostima, ci separano internamente dalle nostre capacità autentiche e disperdono un’enorme quantità di energia, utilizzabile in alternativa per generare novità.

Come siamo organizzati?

Il modello organizzativo è stato costruito attorno allo staff composto da giovani e adolescenti, mantenendo al minimo la pressione direttiva degli educatori residenti che, oltre a proporre e condurre alcuni corsi ritenuti di particolare interesse, hanno svolto un ruolo di supervisione, coordinamento e ascolto sia nel gruppo sia con i singoli membri dello staff.
Le decisioni sono state affidate a riunioni organizzate ogni mese, con intervalli più lunghi in alcuni periodi (ad agosto, per esempio, l’attività andava in pausa per riprendere a settembre); la realizzazione invece è stata affidata a piccoli gruppi organizzativi che si premurano di tenere gli altri informati sull’avanzamento del lavoro.
La capacità organizzativa è funzionale allo sviluppo di un “saper fare” esteriore e come palestra per il conseguimento di una leadership interiore, caratterizzata da:
Abilità nel riconoscere le proprie caratteristiche personali, utilizzandole per il bene proprio e degli altri
Abilità nel sentirsi coinvolti ad ogni livello nei problemi e nelle sfide di un mondo in trasformazione
Abilità di agire in gruppo e attraverso il gruppo in modo cooperativo, con una visione aperta, fiduciosa ma concreta, del futuro e degli obiettivi di sviluppo personali e collettivi
Ci ha guidato l’idea che per creare un modello esportabile, funzionale, capace di fare la differenza nella vita di giovani e adolescenti con bisogni e capacità diverse rispetto alla media dei coetanei, sia necessaria apertura sufficiente a sperimentare strade diverse per vedere quali effettivamente diano buoni risultati.

Sulla base di questa convinzione..

Abbiamo realizzato decine di corsi e attività di lunghezza variabile, costruendo un gruppo organizzativo senza vincoli di presenza ma sostanzialmente stabile. Gli ambiti tematici sono stati estremamente diversi, ma l’elemento comune è che ciascuna delle attività era percepita da chi la proponeva come significativa per sé, non astrattamente utile o vagamente interessante. Per alcuni adolescenti, contattati durante la scuola superiore e oggi passati all’università, UCL ha rappresentato un’esperienza capace di fare la differenza in termini di acquisizione di soft skills: la misurazione di questo fattore elemento è uno dei cardini della ricerca portata avanti da Università di Siena.

Abbiamo offerto un luogo attrezzato, accogliente, aperto tutti i giorni per chi voleva usufruirne anche solo per studiare in gruppo in un contesto informale.
L’allestimento fisico della sede cambia frequentemente sulla base delle esigenze che emergono durante le riunioni, usando spesso recupero creativo di materiale usato (tavole, lampade, oggettistica varia). Per molti e molte UCL ha rappresentato anche uno spazio (unico?) dove trovare adulti di fiducia disponibili e professionalmente capaci di ascolto. È frequente, nei giorni più tranquilli, sedersi in poltrona davanti ad un tè e discutere informalmente, ma con attenzione e strumenti caratteristici di un contesto professionale, di speranze, difficoltà, progetti futuri. Si tratta di una dimensione educativa troppo spesso trascurata eppure fondamentale, soprattutto quando, in assenza di vistosi disagi o gravi difficoltà, si concentra l’attenzione solo su risultati esteriori negando la dimensione di cura di sé implicita nel dialogo autentico.

Cosa sta funzionato meglio?

Creazione di una comunità con un forte senso di appartenenza e partecipazione
I membri dello staff sentono molto la loro appartenenza al gruppo. Anche quando ormai si trovano a vivere e studiare in un’altra città chiedono di restare aggiornati, partecipano attivamente alle discussioni online e cercano di essere presenti a eventi che si tengono nel fine settimana o in periodi di sospensione delle lezioni.
Questo legame non è solo utile per la continuità del progetto, ma presenta due ricadute positive. Prima di tutto, diffonde le idee e lo spirito che promuoviamo in gruppi di giovani studenti in contesti lontani (es. studenti universitari) creando anche l’occasione di realizzare eventi inaspettati – ad esempio, l’incontro con il giornalista Francesco Costa, promosso da un ragazzo che lo ha conosciuto e invitato ad Arezzo in occasione di una conferenza. Inoltre, il legame con una comunità creativa rappresenta un piccolo fattore protettivo quando alcune caratteristiche personali creative non vengono soddisfatte nel nuovo contesto.

Allargamento delle prospettive personali e intellettuali su vari temi (conoscenza di risorse e limiti personali, opportunità di studio e lavoro precedentemente ignorate, categorie di lettura del reale, capacità organizzative, orientamento); crescita personale.
Il lavoro interiore e la connessione con studenti più grandi o adulti rappresentano un grande arricchimento. Studenti che nel loro percorso non hanno mai avuto la possibilità di incontrare nozioni e strumenti di tipo psicologico o filosofico, ad esempio, ricevono mappe per leggere se stessi e il mondo che cambiano varie convinzioni; arrivano convinti di essere fragili, strani o diversi escono con una immagine di sé più a fuoco. Oppure, arrivano con un percorso e scoprono di poterlo declinare altrimenti.
In molti casi, gli adolescenti che frequentano il nostro spazio non conoscono importanti possibilità di formazione (Servizio Civile Europeo, Erasmus e Erasmus Plus, borse di studio legate a progetti specifici) e l’incontro con coetanei più grandi o con gli educatori residenti rappresenta il primo contatto con queste occasioni.

Forte impatto intellettuale ed emotivo attraverso il contatto con figure di ispirazione
L’impatto degli Inspiring Peolple sui ragazzi è stato conforme alle nostre aspettative esposte in precedenza. Anche in questa fase di transizione, abbiamo già programmato nuovi incontri come quello con la scrittrice e attivista femminista Giulia Blasi (ideatrice della mobilitazione online #quellavoltache, servita da modello e ispirazione al movimento internazionale #metoo)

Ricerca portata avanti sulle caratteristiche dell’educazione nell’era digitale, potendo contare su casi studio e sul contributo di pensiero dello staff UCL
Per gli educatori residenti, questo progetto è un’occasione non solo per verificare sul campo le esigenze di giovani e adolescenti ma anche per studiare cosa in letteratura scientifica si sta muovendo circa le trasformazioni della mente e dell’educazione nell’era digitale, sempre più delineata come una fase nuova capace di trasformare profondamente la cognizione e la struttura sociale umana. I membri dello staff sono veri e propri collaboratori capaci, con gli strumenti adeguati all’età, di pensare se stessi in modo critico, osservando cosa accade in loro.

Crescente riconoscimento nel territorio di UCL come soggetto dedito alla sperimentazione in ambito educativo
Abbiamo stretto rapporti con realtà già operanti nel territorio proponendo iniziative comuni, collaborazioni, rapporti di rete con scuole, associazioni culturali, associazioni giovanili. Tra le scuole, ricordiamo la presenza di 70 studenti del Liceo Classico Gian Battista Vico di Napoli per la giornata conclusiva del percorso di lettura digitale di Alice in Wonderland; la frequente ospitalità del gruppo di lettura del Liceo Scientifico Francesco Redi; la costante collaborazione dei nostri educatori residenti con il Liceo Psicopedagogico Vittoria Colonna.
Abbiamo condotto in più occasioni alcuni nostri laboratori (Filosofia in Serie, Deep Democracy) nelle assemblee degli studenti su invito dei rappresentanti e il format Autostimami, in versione ridotta ad alcuni incontri, è stato proposto come lavoro di gruppo per classi in difficoltà ad Arezzo, Firenze, Sansepolcro. Tra le associazioni attive a livello locale, abbiamo collaborato con Arezzo Crowd Festival, Federazione degli studenti, Segni Concreti, Arezzo Psicosintesi, Libera Accademia del Teatro.

ULTIME NOTIZIE: URBAN DECAMERON

In questo periodo di chiusura generalizzata delle scuole e di molte altre attività, mentre tutti cercano di costruire una quotidianità alternativa, abbiamo sentito la necessità di non fermare la nostra attività, creando una modalità virtuale per incontrarci e fare esperienza assieme.

Con il nostro staff, abbiamo pensato ad un calendario di appuntamenti che abbiamo chiamato Urban Decameron (se ne parla anche qui). Come nelle novelle del Boccaccio ragazze e ragazze di varie età si trovano in uno spazio sicuro (in questo caso uno spazio immateriale) per condividere del tempo assieme. Non raccontiamo storie ma mettiamo in atto laboratori diversi, su piattaforme come Zoom, e produciamo per tutti materiale video/audio direttamente disponibile sui social network

Le iniziative sono aperte a chiunque voglia aderire. Accettiamo con gioia anche proposte o richieste specifiche.
Partecipare è facile: basta andare su Instagram e Facebook e seguire le istruzioni. Un click e ci sei!

Sia breve per favore
Laboratorio di scrittura breve, in breve. Ogni lunedì esce un video con la lettura di un racconto breve scelto e commentato da Andrea Bocconi (psicoterapeuta, scrittore). Viene poi proposto un esercizio di scrittura in cui proponiamo di scrivere un racconto di massimo 100 parole. Alla fine, una giuria composta dai ragazzi e dalle ragazze dello staff decreterà il vincitore.

Autostimami
Il nostro laboratorio permanente di crescita personale, dedicato a chi ha massimo 25 anni. Ogni martedì alle 16 proponiamo esercizi psicologici e riflettiamo insieme, guidati da Francesca Barbagli (psicologa), per capire meglio i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre qualità profonde.

Decalogo: dieci parole per dire cosa sta accadendo
Una serie di video per sentire in modo nuovo le parole di uso quotidiano in questo scenario di epidemia. Angoscia, speranza, tempo, eccezionalità, morte, controllo e altre ancora: due minuti di riflessione filosofica in pillole, ogni mercoledì e venerdì su Instagram, a cura di Marco Montanari (filosofo).

Mindfulness antistress
La mindfulness è una forma di pratica, molto studiata a livello scientifico, che aiuta a trovare una relazione migliore con i propri vissuti interni (sensazioni, pensieri, emozioni) anche in situazioni difficili come quella che stiamo vivendo. Ogni giovedì e ogni domenica, alle 17, mezz’ora di pratica condivisa guidata da Marco Montanari (filosofo).

Acquolina in Bocca(ccio)
Lezioni di cucina di sopravvivenza per studenti fuori sede, ora tornati in sede. Ai fornelli Dario Agnoletti (studente di medicina), ogni domenica su Instagram, mostrerà come realizzare una ricetta per non saltare la cena.

Rassegna stampa
Una rassegna stampa che ripercorre gli articoli più interessanti della settimana, per riflettere in profondità oltre la notizia. Ogni domenica su Instagram e Facebook, a cura di Gaia Saviotti (laureata in scienze sociali per la cooperazione, consulente di comunicazione) e Marco Montanari (filosofo).